Cambia il premier ma non il risultato.
I mercati reagiscono in maniera nervosa al tentativo del prof. Monti di creare un nuovo governo di stampo tecnico. La strada è tutta in salita: il prof. Monti dovrà realizzare quelle riforme strutturali che il Parlamento non ha saputo fare nel corso degli ultimi 20 (almeno) anni e lo dovrà fare sottoponendole all’approvazione dello stesso Parlamento che non le ha fino ad ora realizzate.
Sembra una impresa molto ardua! (tanto che il prof. Monti vorrebbe cooptare nell’esecutivo esponenti politici proprio per non essere troppo esposto agli umori dell’aula, da qui le dichiarazioni di ieri relative al fatto che non è obbligato a fare il premier se non riesce a costruire il consenso necessario)
Con questo scenario i mercati impazziscono: lo spread Btp-Bund ha fatto molta altalena partendo alto, scendendo a metà mattina (14/11) fino a 447 per poi tornare in serata a 496, livello di apertura anche di questa mattina.

Ritornando però ai dati di mercato, non si può non sottolineare come il movimento al rialzo degli spread non sia un fenomeno solo italiano. Se infatti si analizzano i dati degli ultimi 12 mesi, si scoprono alcune sorprese. E’ evidente come all’Italia (ed agli italiani) stiano a cuore le vicende del proprio Paese ma… attenzione alla Francia!
Il grafico che segue mostra l’andamento dello spread della Francia (tripla A) rispetto al Bund. Il valore dello stesso è salito del 290% nel corso dell’ultimo anno passando da 42 del 15/11/2010 a 164 di oggi.
Attenzione quindi a cosa succederà ai nostri cugini: questo livello di spread può essere il frutto dell’aspettativa che i mercati hanno relativamente alla perdita della tripla A da parte della Francia.

Per quanto riguarda infine il movimento degli spread registrati nel corso dell’ultimo anno abbiamo:
- Francia + 290% da 42 a 164
- Belgio + 220% da 88 a 281
- Italia + 212% da 159 a 496
- Grecia + 197% da 886 a 2.630
- Portogall0 + 126% da 418 a 969
- Spagna + 121% da 196 a 433
Buona giornata
visitate www.rischiozero.it