L’anno che verrà…

2 gennaio 2012

E’ iniziato il nuovo anno: il 2012 è arrivato portandosi via un 2011 che si ricorderà per molti avvenimenti.

Non è cambiato però il ritornello che ci accompagna: lo spread che balla intorno a 500 bps.

E’ curioso: fino alla scorsa estate solo gli addetti ai lavori conoscevano alcuni termini che oggi sono sulla bocca di tutti. Napoli gli ha pure dedicato il botto dell’anno: “‘o spread” appunto! che si affianca a botti celebri (famosa la palla di Maradona)!

Il 2011 è stato quindi l’anno dello spread. Il 2012 dovrà essere quello della ripresa dei mercati finanziari. Nelle prossime settimane torneremo quindi a parlare di tassi, cambi e materie prime.

Per scaramanzia non torneremo più, salvo accadimenti straordinari, sull’argomento spread. Ci concentreremo sui temi classici della gestione del rischio. Negli ultimi mesi infatti questi argomenti sono passati in secondo piano ma dovranno tornare al centro della scena.

Buon 2012. A presto.

 

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La mossa di Draghi – secondo taglio

9 dicembre 2011

Secondo mese di governatorato Draghi e secondo taglio dei tassi.

Ma l’intervento della BCE non si è limitato alla limatura di o,25% del tasso di rifinanziamento (che è tornato all’1,0%) ma ha allentato una serie di altri paletti tutti volti ad aumentare il grado di liquidità del sistema bancario. In particolare ha deciso di:

  •  finanziare a tasso fisso e per importo illimitato il sistema bancario per una durata di 36 mesi – novità assoluta dato che il massimo concesso fino ad ora da BCE è stato 13 mesi
  • ampliare la gamma dei titoli che le banche possono depositare a garanzia di prestiti concessi da BCE
  • dimezzare la riserva obbligatoria, dal 2% all’1%, che le banche devono lasciare depositata presso la BCE liberando circa 100 miliardi di euro (stima)

Queste azioni, decisamente anomale  e straordinarie, si sono rese necessarie in quanto BCE ha anche annunciato che non aumenterà gli acquisti di bond. In altri termini BCE ha mandato un segnale molto forte al mercato: dovete cavarvela da soli. La linea di intervento pare quindi decisa: non salvatore di ultima istanza ma facilitatore della ripresa del mercato. Un intervento non di tipo “assistenziale” ma piuttosto di “stimolo” alla ripresa attraverso azioni di politica monetaria e non di natura finanziaria pura.

La reazione del mercato

Alla “mossa di Draghi – secondo taglio” il mercato ha reagito in maniera negativa. La delusione inflitta da BCE agli investitori è stata forte ma l’azione della Banca Centrale non è stata casuale. Il messaggio che è stato lanciato a tutti è stato chiaro ed ora gli attori dovranno ritagliarsi una nuova parte: rifare stime e riprogrammare il futuro in uno scenario però chiaro. Il dramma in scena sul palcoscenico del mercato globale esige che ciascuno faccia la sua parte e rispetti le proprie prerogative.

Il nuovo ruolo che si è ritagliata ieri BCE obbliga gli altri attori a rivedere le proprie aspettative ed i propri obiettivi. La risoluzione della crisi finanziaria ed economica pare allontanarsi (da qui i crolli delle borse e l’incremento degli spread sul debito accompagnato da un ribasso generalizzato della curva dei tassi di interesse) ma, al contempo, è stato messo un punto fermo che diventa automaticamente il punto da cui partire per costruire la ripresa ed un nuovo modello economico.

Non si esce da questa crisi con gli schemi del passato: è necessario inventarsi un nuovo futuro e questo non lo può fare BCE ma lo devono fare gli attori economici e politici.

Buona giornata

 

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Spread e costo del debito: problema risolto?!

7 dicembre 2011

Il decreto salva-Italia è stato approvato dal CdM e firmato dal Presidente della Repubblica. L’Italia è salva?!

In questi giorni si sono lette pagine e pagine di giornali con commenti, proposte alternative, distinguo ed altro. L’ex premier (Berlusconi per capirci) ha anche dato il via alla campagna elettorale comprando Tevez dal Man-City.
Ora il decreto è atteso in Parlamento che dovrà approvarlo definitivamente oppure modificarlo (fiducia si, fiducia no?).
La via indicata dal Governo è chiara ed i provvedimenti lo sono altrettanto.

Il decreto salva-Italia è un punto di partenza e non un punto di arrivo.
L’Italia sarà salva solo alla fine del percorso e non per decreto.
 
Per riportare fiducia infatti ci vorrà ben altro. Sarà necessario intervenire in maniera strutturale sui costi dello Stato (la politica che fa molto appeal ma non solo… i costi veri e gli sprechi sono altri).

Il barometro degli spread indica cielo poco nuvoloso ma non ancora sereno
L’andamento degli spread dei titoli sovrani italiani è in calo rispetto ai massimi raggiunti qualche settimana addietro. Il recupero è però più marcato per scadenze lunghe e meno invece per quelle corte. Ciò sta a significare che nel breve rimangono preoccupazioni per la tenuta del debito italiano. Questa sarà la sfida dei prossimi 18 mesi.

Grafico spread tasso a 10 anni – Italia vs Germania

 

Grafico spread tasso a 2 anni – Italia vs Germania

 

Buona giornata

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Spread Btp-Bund: grafico e comparazioni

15 novembre 2011

Cambia il premier ma non il risultato.

I mercati reagiscono in maniera nervosa al tentativo del prof. Monti di creare un nuovo governo di stampo tecnico. La strada è tutta in salita: il prof. Monti dovrà realizzare quelle riforme strutturali che il Parlamento non ha saputo fare nel corso degli ultimi 20 (almeno) anni e lo dovrà fare sottoponendole all’approvazione dello stesso Parlamento che non le ha fino ad ora realizzate.

Sembra una impresa molto ardua! (tanto che il prof. Monti vorrebbe cooptare nell’esecutivo esponenti politici proprio per non essere troppo esposto agli umori dell’aula, da qui le dichiarazioni di ieri relative al fatto che non è obbligato a fare il premier se non riesce a costruire il consenso necessario)

Con questo scenario i mercati impazziscono: lo spread Btp-Bund ha fatto molta altalena partendo alto, scendendo a metà mattina (14/11) fino a 447 per poi tornare in serata a 496, livello di apertura anche di questa mattina.

 

Ritornando però ai dati di mercato, non si può non sottolineare come il movimento al rialzo degli spread non sia un fenomeno solo italiano. Se infatti si analizzano i dati degli ultimi 12 mesi, si scoprono alcune sorprese. E’ evidente come all’Italia (ed agli italiani) stiano a cuore le vicende del proprio Paese ma… attenzione alla Francia!

Il grafico che segue mostra l’andamento dello spread della Francia (tripla A) rispetto al Bund. Il valore dello stesso è salito del 290% nel corso dell’ultimo anno passando da 42 del 15/11/2010 a 164 di oggi.
Attenzione quindi a cosa succederà ai nostri cugini: questo livello di spread può essere il frutto dell’aspettativa che i mercati hanno relativamente alla perdita della tripla A da parte della Francia.

 

Per quanto riguarda infine il movimento degli spread registrati nel corso dell’ultimo anno abbiamo:

- Francia  + 290%     da 42 a 164
- Belgio    + 220%      da 88 a 281
- Italia      + 212%     da 159 a 496
- Grecia    + 197%    da 886 a 2.630
- Portogall0   +  126%   da  418 a 969
- Spagna   + 121%    da 196   a  433

Buona giornata

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La mossa di Draghi

4 novembre 2011

Ieri BCE ha provveduto a tagliare i tassi di interesse dell’area Euro di 25 bps portandoli da 1,50% ad 1,25%.

Il taglio non era atteso ed ha quindi sorpreso i mercati che hanno premiato la mossa.
Il segnale è forte ed in netta discontinuità rispetto alla passata gestione (tedesca). Il nuovo capo di BCE ha voluto mandare un segnale molto forte al mercato sottolineando in conferenza stampa l’unanimità della decisione: la pragmaticità contro l’immobilità pressoché assoluta.

La decisione presa sotto la guida di Draghi è motivata dalla volontà di dare respiro all’economia atteso che non si intravedono all’orizzonte rischi di crescita dell’inflazione. Questa linea è una novità assoluta ed anche molto diversa da quella tenuta dalla stessa BCE fino ad ora.
Scrivere, come si è letto oggi sulla stampa di settore, che BCE sotto la guida Draghi cambierà profondamente la propria mission fino ad emulare la FED crediamo sia esagerato.
L’auspicio è che Draghi porti in BCE il suo stile, apprezzato da molti in tutti questi anni di carriera.

Che il nuovo corso abbia quindi inizio!

Da una parte BCE che bacchetta i Paesi periferici spronandoli a fare di più per risolvere i problemi del debito sovrano; dall’altra la stessa BCE che fornisce supporti importanti in termini di politica monetaria.
Questo è il nuovo corso. Ed è anche un forte segnale mandato al mercato: i capi di Stato e di Governo si stanno azzuffanddo proponendo ricette spesso poco incisive.
BCE dimostra, al contrario, di avere idee chiare e mezzi per sostenerle.

Evviva l’indipendenza! E speriamo si possa coglierne i frutti in tempi rapidi.

 

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